Paesaggi, Storia e Spiritualità sul Cammino di San Colombano
⛪ San Colombano è un’Abbazia tra le più importanti d’Europa. Fu fondata dal monaco irlandese San Colombano – all’età di 75 anni – a Bobbio, in provincia di Piacenza, nel luogo in cui è presente il castello Malaspina appartenente alla potente famiglia Malaspina che aveva diversi possedimenti in Oltrepò Pavese e anche nella vicina Emilia.
Nel corso dell’XI secolo, per ospitare la comunità monastica e i tanti pellegrini che arrivavano da tutta Europa, si rese necessario spostarsi in una zona più ampia. Ecco perché l’abbazia attuale si trova sempre a Bobbio, ma in un altro punto rispetto a quello originario.
Il Cammino di San Colombano e le tappe che passano per l’Oltrepò
L’Oltrepò Pavese, così vicino al confine con l’Emilia, presta un tratto del suo territorio al Cammino di San Colombano.
Partenza da Pavia
🌉 Partendo da Pavia, è bene usare l’auto per attraversare il Fiume Po, in quanto i tre ponti che congiungono Pavia con l’Oltrepò non sono dotati di passaggio pedonale.
Sono il Ponte della Becca che permette di arrivare a Broni, il Ponte di Spessa Po su cui è passato il Giro d’Italia 2026 – si passa da Belgioiso e si sbuca in Oltrepò poco dopo Stradella – e il Ponte di Bressana che da alcuni mesi è in sistemazione, ma è percorribile e conduce verso Casteggio.
In sostanza, da Pavia si scende verso sud-est o sud‑ovest, per poi proseguire ad est in direzione Bobbio e Piacenza.
Chi proprio vuole calarsi nell’atmosfera di spiritualità del pellegrinaggio, può lasciare l’auto a Stradella e incamminarsi a piedi per raggiungere l’Abbazia passando da Montù Beccaria (PV), Santa Maria della Versa (PV) e varcando il confine tra Lombardia e Emilia diretti a Bobbio.
L’itinerario a piedi da Stradella è impegnativo e richiede circa 12 ore, quindi è bene prevedere delle tappe.
Stradella è l’ultimo vero centro urbano prima del confine regionale. Lombarda sulla carta, ma così vicina all’Emilia da essere sempre stata una porta di passaggio tra due regioni che un tempo avevano differenze meno nette e più elementi in comune, nei dialetti, nei ritmi, nelle tradizioni.
Partenza: da Voghera
Il viaggio da Voghera inizia dall’altra parte dell’Oltrepò Pavese, quella molto vicina al confine piemontese: meno di una ventina di km dividono Voghera e Tortona, in provincia di Alessandria.
🧭Da Voghera si può effettuare il percorso in macchina verso Stradella percorrendo la via Emilia, con la pianura sotto i piedi e le colline sulla destra, una dopo l’altra come fossero pagine di un atlante verde.
Proseguendo lentamente tra borghi e frazioni di prima collina e pianura dell’Oltrepò, si raggiunge prima Casteggio, poi Broni e infine Stradella.
C’è anche un altro tragitto, puntando più a sud, passando per Rivanazzano, Godiasco, fino al passo del Penice e poi si entra in territorio emiliano per raggiungere l’Abbazia.
🥾 Il percorso a piedi dura almeno 13 ore, perciò anche in questo caso, chi vuole vivere l’esperienza dei pellegrini, valuti le tappe in cui fermarsi a pranzare e pernottare.
L’Oltrepò del resto è pieno di agriturismi, trattorie, B&B tra cui scegliere.
Storia e Spiritualità
Un tempo il Cammino per l’Abbazia di San Colombano e il tratto di Oltrepò Pavese seguivano le principali direttrici che delineavano i percorsi per chi proveniva dalla Liguria e più lontano ancora, dalla Francia, dalla Spagna, da Scozia, Irlanda e Gran Bretagna, dalla Svizzera e dalla Germania.
I pellegrini che si recavano a Bobbio dalla Francia, dalla Svizzera o dalla Germania ad esempio, passavano lungo la Via Colombani per Como e Pavia o per le vie alpine (del Gottardo e del Moncenisio), sempre con tappe a Como e Pavia.
L’Abbazia di San Colombano si erge come un luogo di memoria e spiritualità, legato al viaggio del santo e alla storia culturale medievale.
🛐 Ancora oggi, secolo dopo secolo, continua a richiamare fedeli in pellegrinaggio, perché la spiritualità non appartiene al tempo, ma al passo di chi cammina. I pellegrini un tempo giungevano a Bobbio da terre lontane o vicine e oggi come allora, chi percorre queste strade non cerca soltanto un luogo: cerca un respiro più ampio, un punto fermo, spesos anche una luce.
Questo monastero, immutato nella sua quiete antica, ha il potere di mantenere vivo ciò che nasce dal desiderio più profondo degli esseri umani: ritrovare se stessi.


