Il Giro d’Italia 2026 da Voghera a Spessa Po
Domenica 24 maggio si è svolta la più famosa gara ciclistica italiana, il Giro d’Italia 2026 alla sua 109ª edizione. 👚
Come sempre ha attirato l’attenzione di tanti spettatori – grandi e piccoli – lungo i bordi delle strade, davanti al televisore e a dire il vero non sono mancati appostamenti meno convenzionali!
Itinerario in maglia rosa tra campi, filari e borghi
🚲 I ciclisti in gara hanno attraversato anche l’Oltrepò Pavese, da Voghera fino ad arrivare a Spessa Po.
Nello specifico, nella cornice del nostro territorio, le tappe successive sono state Montebello della Battaglia, Corvino San Quirico, Torricella Verzate, Santa Giuletta, Redavalle, Broni, Stradella, Portalbera e infine Arena Po, prima di attraversare il Po sul ponte a Spessa Po.
Le tappe
Voghera → Montebello della Battaglia
🚴♂️ Partenza da Voghera alle 13.40, dalla piazza del Duomo di San Lorenzo e poi lungo i viali della città.
Uscendo da questa vivace città, il paesaggio cambia subito: campi aperti vicino e profili di collina sulla destra, in lontananza.
Montebello della Battaglia → Corvino San Quirico
🚵♀️ Un piccolo borgo dell’Oltrepò che conserva il ricordo dei Caduti in guerra: è Montebello della Battaglia. Questo borgo riserva molti tesori, ma ovviamente non c’è il tempo di vederli durante la gara ciclistica.
Corvino San Quirico → Torricella Verzate
🚵♀️ Pedalando, si arriva a Corvino San Quirico: è un altro piccolo borgo di pianura a ridosso di dolci pendii.
Torricella Verzate → Santa Giuletta
🚵♀️ Proseguedo lungo la via Emilia, i ciclisti incontrano Torricella Verzate, con il verde del paesaggio fatto di campi e di colline.
Santa Giuletta → Casteggio
🍇 A Santa Giuletta si incontrano i vigneti che fanno capolino dalla fascia bassa dell’Oltrepò.
Anche questo borgo profuma di vino e di collina.
Casteggio → Redavalle
A Casteggio il Giro d’Italia entra nella “porta del vino”.
⛪ Casteggio è una piccola città ricca di storia antica, elegante con il suo campanile che accoglie il passaggio della carovana “in rosa” sulla via Emilia, la strada principale che taglia il paese. Alla destra della via si alzano le prime alture che abbracciano il paese.
Redavalle → Broni
Redavalle è un tratto breve, quasi un corridoio tra i filari che conduce a Broni. In un tempo molto lontano, Redavalle era già una tappa conosciuta, non per biciclette in gara, ma come sosta per i pellegrini diretti all’Abbazia di San Colombano. ⛪
Broni → Stradella
La tappa di Broni regala sulla destra i profili verdi delle colline ricamate dai filari che si susseguono una dopo l’altra, per poi sottrarsi alla vista quando si entra nella via principale del centro storico del paese.
Stradella → Portalbera
🪗 Subito dopo Broni si entra in Stradella, la città della fisarmonica. Stradella e Broni sono vicinissime, sono quasi un tutt’uno. La gara ciclistica si snoda lungo la via Nazionale, per poi imboccare Portalbera, avamposto sulla riva destra del fiume Po.
Portalbera → Arena Po
Ecco Arena Po, piccolo borgo a suo modo misterioso, l’ultimo paese dell’Oltrepò attraversato dalle ruote sfreccianti del Giro d’Italia 2026, l’ultimo scorcio di Oltrepò prima di proseguire per altre tappe. 🌄
Arena Po → Spessa Po
🌉 Dopo Arena Po, il Giro d’Italia si lascia alle spalle l’Oltrepò Pavese, con il Grande Fiume che scorre sotto ai pedali passando sopra al ponte di Spessa Po. Anche il gruppo di biciclette sembra un fiume, dalle acque velocissime.
Dalle spiagge in riva al Po sono partiti persino sbandieramenti di chi ha atteso il passaggio dei ciclisti in gara sotto all’ombrellone, approfittando delle temperature “decisamente” estive.
Ed è così che la corsa più amata d’Italia ha attraversato un tratto di Oltrepò Pavese, tra borghi, filari, piazze, sorrisi e calorosi applausi.
È passato a gran velocità, certo, come sempre, ma chissà se i ciclisti in gara hanno avuto il tempo di fotografare con gli occhi questi frammenti di collina, di vigne, di strade di paese e di acque che scorrono.


