Il Convento di Vallescura: un antico rifugio in Alta Valle Staffora
Il Convento di Vallescura era un antico luogo di accoglienza per pellegrini, non lontano dal Passo della Scaparina, in Oltrepò Pavese.
Tra i boschi dell’Alta Valle Staffora, in una delle aree meno conosciute ma suggestive dell’Oltrepò Pavese, sorgeva un tempo il Convento di Vallescura, al confine con l’Emilia.
I conventi lungo le rotte commerciali e i cammini spirituali
La storia di questo convento è strettamente legata alla posizione geografica dell’Oltrepò Pavese, un territorio di passaggio e di confine tra più regioni: Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia.
Fin dall’antichità, queste vallate furono rotte commerciali utilizzate per il trasporto del sale proveniente dal mare della Liguria, insieme ad altre merci destinate alla Pianura Padana.
In epoca medievale, inoltre, queste vie cominciarono ad assumere anche un altro significato: erano importanti cammini spirituali percorsi da migliaia di pellegrini diretti verso Roma o verso noti centri religiosi dell’Italia settentrionale come l’Abbazia di San Colombano a Bobbio (PC), tra i più importanti monasteri dell’Europa medievale, e la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia.
E’ in questo contesto storico e culturale che per assistere i viandanti nacquero numerose strutture di accoglienza in Oltrepò: ospizi, xenodochi, hospitales, piccoli monasteri e conventi.
Il Convento di Vallescura
Uno di questi punti di accoglienza lungo i percorsi dei pellegrinaggi fu il Convento di Vallescura.
Il Convento era situato in una zona isolata ma strategica nei pressi del Passo della Scaparina, in Alta Valle Staffora, dopo aver superato Santa Margherita di Staffora e Massinigo oppure provenendo da Menconico, Località Roncassi, lungo il sentiero n.6 (area ideale per praticare il butterflywatching).
Era gestito dai Frati dell’Ordine di San Girolamo, i quali offrivano rifugio a chi affrontava lunghi viaggi a piedi o a dorso di mulo attraverso le montagne.
Il territorio circostante contribuiva a rendere questo luogo particolarmente importante, perché l’Alta Valle Staffora rappresentava un’area di passaggio tra le montagne degli Appennini.

Ad oggi purtroppo non rimangono che deboli tracce nella vegetazione e nei ricordi della tradizione locale, ma per secoli questo luogo ha rappresentato un punto di riferimento per i pellegrini, i mercanti e in generale per i viandanti che attraversavano gli Appennini.
Immaginare la vita quotidiana del convento significa tornare indietro di molti secoli.
I pellegrini arrivavano stanchi, dopo aver attraversato boschi, torrenti e sentieri impervi.
Qui trovavano un luogo protetto dove riposare, finalmente, dove ricevere cure essenziali e rifocillarsi prima di riprendere il loro cammino.
I Frati che vivevano nel convento svolgevano non soltanto una funzione spirituale, ma anche sociale e assistenziale, accogliendo chiunque avesse bisogno di aiuto.
Con il passare dei secoli, il ruolo del convento diminuì progressivamente: le grandi strade moderne sostituirono quei sentieri antichi e molte strutture religiose minori vennero abbandonate.
La scomparsa del Convento di Vallescura
Il Convento di Vallescura subì questa sorte: venne abbandonato.
Tuttavia, la scarsità di fonti e documenti non consente di stabilire quando e perché.
Stando alla tradizione locale, una parte delle pietre dell’antico edificio sarebbe stata riutilizzata dagli abitanti locali per la costruzione o sistemazione delle case e delle cascine della zona.
Questo potrebbe spiegare perché siano così pochi i resti visibili del Convento.
Della struttura di questa costruzione religiosa non si sa praticamente nulla.
Ad ogni modo, data la sua posizione isolata, è probabile che si trattasse di un convento di modeste dimensioni (non grande come le abbazie), ma poiché il convento era gestito da una vera comunità religiosa stabile – i Frati – è ipotizzabile che l’intero complesso potesse avere un chiostro, camere o celle dei frati, stalle, terreni agricoli e ambienti per dare cure e ospitalità alle persone che vi facevano tappa.
Nonostante la scomparsa dell’edificio, il nome di Vallescura continua a evocare un passato ricco di fascino. I boschi e i crinali conservano ancora quell’atmosfera silenziosa e misteriosa tipica dei luoghi attraversati per secoli con vero spirito di contemplazione dai pellegrini – credenti, monaci – e con animo intraprendente dai viaggiatori sulle rotte commerciali.
Del resto, è anche questo alone di mistero a rendere Vallescura affascinante: mentre del vicino Eremo di Sant’Alberto di Butrio esistono documenti, di Vallescura rimangono soltanto pochissime tracce e il ricordo – tramandato – del suo ruolo lungo le antiche vie.
Caterina e il Convento di ValleScura da Il canale Oltresentieri di Giovanni Portinari
Caterina di Massinigo ci racconta qualche aneddoto che riguardano il convento di Vallescura, e la storia della “Scaparina”, qualche verità e qualche leggenda



