La Via dei Malaspina
La Via Dei Malaspina è un antico cammino lungo i possedimenti della famiglia dei Malaspina.
Come molti dei sentieri dell’Oltrepò Pavese frequentati da escursionisti, anche la Via dei Malaspina oggi è un itinerario escursionistico, ma nel passato era una strada medievale importantissima che collegava Tortona – il cui nome in età medievale era Terdona – la Val Staffora, la Val Trebbia e Bobbio (PC).
Il percorso è costellato di pievi romaniche, borghi medievali e castelli, di cui l’Oltrepò Pavese è ricco.
L’importanza strategica della Via del Malaspina nel Medioevo
Questa antica via è stata a lungo un asse strategico controllato dalla potente famiglia di feudatari Malaspina.
Chi dominava questi punti nevralgici, di fatto controllava il movimento di milizie, di merci negli scambi tra Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia e il passaggio dei tanti pellegrini diretti al Monastero di Bobbio.
Per chi era in pellegrinaggio, da questo cammino si poteva collegare anche alla Via degli Abati, raggiungendo poi il percorso della Via Francigena.
Dazi e gabelle
Lungo la via si dovevano pagavaare delle tasse ai Marchesi Malaspina:
- gabelle
- dazi sul sale (tra le merci più preziose)
- diritti di passo
Castelli malaspiniani
Una via di tale importanza come questa non poteva che essere sorvegliata lungo il tragitto da una serie di fortificazioni tra cui il Castello di Oramala, riconosciuto come il centro più antico del potere dei Malaspina e il Castello di Varzi un vero gioiello di archietettura medievale.
Questa splendida dimora malaspiniana è situata in Piazza Umberto I a Varzi (PV); è un edificio storico risalente al XIII secolo che è possibile visitare contattando il castello stesso.
Questi castelli da un lato garantivano sicurezza ai viandanti, dall’altro assicuravano la riscossione dei tributi, oltre al controllo politico del territorio da parte dei Malaspina.

Immagine del Castello dei Malaspina, tratta dalla pagina Facebook del Castello di Varzi.
Itinerario storico e naturalistico della Via dei Malaspina
Il tracciato passa da più luoghi su tre regioni per circa 60 km.
- Tortona (Piemonte)
- Varzi, in alta Val Staffora (Lombardia – Oltrepò Pavese)
- Passo del Penice
- Bobbio (Emilia) per raggiungere l’Abbazia di San Colombano
Le tappe che nello specifico toccano la Via dei Malaspina in Oltrepò Pavese sono:
Varzi, incantevole borgo medievale.
> Monteforte, località vicino al rio Monteforte, a circa 700 metri s.l.m. e a pochi km da Varzi, dove si trovano i resti del Castello di Monteforte.
> Si prosegue in direzione Castellaro, piccolo borgo con case in pietra situato a circa 756 metri di altitudine.
> Il paesaggio a cui si va incontro è composto da faggete. Questo tratto è facile.
> Svoltando a sinistra si prosegue lungo il Sentiero del Grillo per arrivare alla Capanna del Cavagnò e poco più avanti, si giunge alla Capanna del Grillo. Entrambi sono punti di sosta provvisiti di tavoli e panchine. Questo è un tratto di media difficoltà.
> Si scende verso il piccolo borgo di Bosmenso Superiore, altra frazione di Varzi.
> Poco più avanti inizia una serie di mulattiere, quelle percorse anticamente dai muli che trasportavano sacchi di sale dal mare della Liguria.
L’ultima parte del tragitto è sul Passo del Penice che poi porta in Val Trebbia e a Bobbio. Questo è un tratto con un dislivello più impegnativo.
La Via dei Malaspina è una grande strada medievale dell’Oltrepò Pavese: un corridoio di potere, commercio e pellegrinaggio che i Malaspina sapevano controllare molto bene e lo hanno fatto per molto tempo.
Oggi questo cammino attraverso parte dei loro territori è rinato, diventando un itinerario storico e naturalistico di grande valore.
Rientra nei modelli di turismo lento da percorrere a piedi, in bici o a cavallo, tra natura e incantevoli borghi.
Fonti e Approfondimenti
Touring Club Italiano, Oltrepò Pavese – L’Appennino di Lombardia, Touring Editore S.r.l. 2018.



