Alla scoperta della Grotta dei Briganti in Oltrepò Pavese
La Grotta dei Briganti è un luogo leggendario dell’Oltrepò Pavese Montano.
L’Oltrepò Pavese è quella terra meravigliosa abitata e attraversata fin da tempi antichissimi da popoli liguri, milizie romane, mercanti e pellegrini. Si incamminavano da lontano per poi solcare i crinali, attraversare i valichi e seguire i sentieri tra i boschi delle montagne del territorio dell’Oltrepò Pavese.
Il passaggio di così tante persone attirava però l’attenzione di alcuni individui: i briganti.
Il nascondiglio dei briganti
Dove si nascondevano i leggendari briganti in Oltrepò Pavese che assaltavano i viaggiatori?
Il loro rifugio segreto, così si narra, era una grotta a circa 700 metri s.l.m. nella Valle del Montagnola, vicino al Passo del Brallo, tra Bralello, una frazione di Brallo di Pregola, e Fego, un piccolo borgo nel Comune di Santa Margherita di Staffora.
Non si tratta di una caverna scavata nella roccia, ma di grandi massi che formano un anfratto.
I briganti stavano appostati in punti strategici di quest’area, in modo da avvistare i viandanti in arrivo.
Li aspettavano e li assaltavano per derubarli dei loro beni o delle merci e poi fuggire verso il loro nascondiglio.
Il loro rifugio – la Grotta dei Briganti – è raggiungibile dopo aver guadato il Rio Montagnola, in mezzo ai boschi. Nascosti in mezzo agli alberi, a dire il vero, si scorgono anche diversi altri anfratti.
Il Sentiero dei Briganti
Ora questa rete di sentieri è segnalata dai cartelli bianchi e rossi utili agli escursionisti, ma naturalmente durante l’era medievale la via verso il rifugio segreto era noto solo a questi briganti che quindi la facevano franca.
Il percorso tra i due paesi Bralello e Fego è lungo circa 3.5 km ed è quello che probabilmente veniva utilizzato dai briganti per nascondersi nella loro grotta con il bottino frutto della loro razzia ed è per questo motivo che è stato nominato il Sentiero dei Briganti.
Il Bosco dei Giganti
L’itinerario completo è il sentiero Cai 118 e conta circa 5 km, dunque è un po’ più lungo perché inizia dal Brallo di Pregola (PV). Dal Brallo si passa poi nel solenne Bosco dei Giganti. I giganti in questione non sono mostri: sono splendidi castagni secolari, alcuni dei quali hanno un diametro di 5 metri.
Il sentiero che prosegue verso Bralello passa attraverso altri boschi di faggi, querce e altri castagni.
La tappa successiva è la località Bralello.
Molino dei Cognassi
La tappa successiva è presso Molino dei Cognassi: qui si vedono, o per meglio dire si intravedono, le rovine dell’antico mulino tra la fitta vegetazione.
La sua ruota ormai arrugginita alta dieci metri è ancora visibile; era alimentata da un piccolo corso d’acqua chiamato Fosso del Freddo, un affluente del Rio Montagnola.
Poi si scende ancora e si incontra la Grotta dei Briganti e continuando la discesa costeggiando il torrente Montagola, si arriva a Fego.
Di certo quei predoni non si soffermavano ad ammirare le meraviglie della natura: dopo le loro scorribande fuggivano a gambe levate verso il loro rifugio segreto.
Gli escursionisti di oggi invece possono andare a ritmo lento, sotto il segno di un turismo slow, mettendosi a naso in su nei boschi ad ammirare questi grandiosi alberi e siccome si costeggia il rio Montagnola, tendendo bene l’orecchio è possibile udire anche il suono delle sue acque che scorrono.
Oggi non è più il luogo dove i briganti depredavano le carovane di viandati; è un posto magico che ci aiuta a ritrovare la pace interiore, è il luogo ideale per praticare il Forest Bathing e a seconda delle stagioni è anche il sentiero giusto da percorrere per andare a caccia di castagne in Oltrepò Pavese o per dedicarsi al foliage autunnale.
Insomma, questo è un luogo incantato che ogni escursionista e ogni amante della natura non può che desiderare di venire a visitare.



