Lungo il Sentiero delle Carbonaie
Il Sentiero delle Carbonaie è un anello escursionistico dell’Oltrepò Pavese.
Sei in Val di Nizza, nell’Oltrepò Montano, hai almeno 5-6 ore di tempo e gambe abbastanza in forma per un percorso di media difficoltà lungo circa 14 km. Che fai?
Ti cimenti in una delle meravigliose escursioni naturalistiche del nostro territorio, lungo il Sentiero delle Carbonaie.
Questo percorso è coinvolgente perché:
- mostra paesaggi meravigliosi tutti diversi, di quelli che l’Oltrepò Pavese sa regalare in qualunque stagione;
- porta a scoprire borghi arroccati, ricchi di storia, tradizioni, stradine, monumenti e atmosfere antiche;
- ti avvicina alle acque di un torrente di montagna
Le tappe
Le tappe di questo percorso ad anello che parte dal borgo di Sant’Albano sono:
- borgo di Oramala,
- Pian del Re,
- borgo Poggio Ferrato, vicino all’Oratorio di San Giulio,
- Cappelletta del’”Acqua d’Uovo” di Molino Cassano,
- Cassano Superiore,
- Il rientro è al punto di partenza e cioè a Sant’Albano.

Mappa del Sentiero delle Carbonaie dell’Associazione Amici di Poggio Ferrato
Inizio: frazione Sant’Albano
Da Sant’Albano, frazione del comune di Val di Nizza a 600 metri di altitudine, si inizia a seguire un sentiero sterrato che costeggia le sponde del torrente Nizza, risalendo verso la sua sorgente.
Questa zona, l’Alta Val di Nizza, conta numerose sorgenti d’acqua, tra cui anche sorgenti sulfuree.
La Grotta dei Partigiani
Sempre lungo questo sentiero boscoso si trova la “Grotta dei Partigiani”, un anfratto naturale utilizzato dai Partigiani durante la Resistenza.
I canyon dell’Oltrepò Pavese
Il paesaggio poi cambia, si iniziano a vedere i calanchi: sono incredibili pendii scoscesi di roccia e argilla che sembrano canyon.
Le Carbonaie
Proseguendo e facendo una deviazione sulla destra, finalmente si arriva al punto che dà il nome a questo sentiero: la carbonaia.
Si tratta di uno spiazzo in piano che veniva utilizzato per produrre il carbone vegetale, ottenuto con una tecnica particolare in grado di trasformare la legna in carbone.
In sostanza, la legna veniva fatta bruciare lentamente con pochissimo ossigeno per diversi giorni, in punti poco esposti al vento. Questo procedimento la trasformava in carbone. I carbonai sorvegliavano la carbonaia giorno e notte, per evitare incendi.
In Oltrepò Pavese, soprattutto nelle zone di montagna come questa che sono ricche di querceti, la produzione di carbone è stata un’attività importante fino ai primi del Novecento e serviva per riscaldare le case o per alimentare le fornaci.
Il borgo di Oramala
Se si torna sulla via principale, si arriva a Oramala, piccolo borgo in cui si trova il Castello di Oramala, uno dei tanti fortilizi appartenuti alla potente famiglia dei Malaspina.
Da Oramala si inizia a scendere: questo è un tratto con ampia visuale; è il caso di preparare la macchina fotografica per immortalare gli splendidi panorami dell’Appennino Oltrepadano.
Pian del Re
Scendendo ancora si arriva al Pian del Re: qui un tempo c’era un’altra carbonaia.
Non è facile riconoscere le carbonaie, dal momento che non hanno grandi segni distintivi: di solito sono terrazzamenti circolari o ovali perfettamente piani, dai 5 ai 10 metri, eventualmente un po’ più scuri perché si sono depositati frammenti di carbone, nel tempo.
Decisamente meno diffuse delle carbonaie di superficie, erano le carbonaie interrate, cioè scavate nel terreno.
Il borgo di Poggio Ferrato
Si continua questo interessante cammino verso il borgo di Poggio Ferrato, frazione del comune di Val di Nizza, in cui è presente un antico oratorio che risale al XI secolo: l’oratorio di San Giulio (chiamato anche oratorio di san Michele, in quanto custodisce al suo interno una tela che raffigura la Madonna tra i santi Michele e Giulio.
Frazione Molino Cassano
Si prosegue iincontrando la località Molino Cassano lambito dal torrente Nizza, arrivando alla “Cappelletta dell’Acqua d’Uovo”.
Qui sgorga una piccola fonte di acqua solforosa. E’ proprio per la sua presenza che la cappelletta fatta costruire qui da famiglie locali si chiama così: essendo una fonte di acqua sulfurea, ha quell’inconfondibile odore di zolfo che ricorda quello delle uova.
Borgo di Cassano Superiore
La tappa successiva di questo percorso ad anello è il piccolo centro abitato Cassano Superiore e si chiude poi questo avventuroso tragitto rientrando a Sant’Albano, un’altra frazione del Comune Val di Nizza che conserva la chiesa parrocchiale del XV secolo dedicata a Sant’Albano.
Quante cose si scoprono lungo i sentieri dell’Oltrepò Pavese!



