La Pomella della Valle Staffora
Ci sono prodotti che rappresentano le biodiversità di cui il nostro Paese è ricco e sono riconosciuti com P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tipico) e/o come presidi Slowfood.
Immagine di copertina tratta dal sito web Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus
Identità territoriale
Tra le specialità della Lombardia, più di un prodotto che rientra tra i PAT proviene dall’Oltrepò Pavaese. Uno di questi è la Pomella della Valle Staffora o Pomella Genovese.
La Pomella della Valle Staffora
La Pomella della Valle Staffora è una mela tipica locale, dunque. Nello specifico, è un’antica varietà autoctona dell’Oltrepò Pavese la cui origine precisa però non è nota.
È conosciuta anche con il nome di Pomella Genovese, mentre nel dialetto locale, viene chiamata Pumell o Pumela (da pum, cioè mela/melo, che a sua volta deriva dal francese “pomme”).
In particolare è presente nei Comuni di Bagnaria, Varzi, Menconico.
La pomella genovese è diffusa anche in Val di Nizza, in particolare nel Comune di Ponte Nizza.
👩🌾Solo le mele con il marchio Pomella Genovese sono garantite dall’associazione dei produttori dell’Oltrepò Pavese che la coltivano. 👨🌾
Caratteristiche della Pomella della Valle Staffora
🍏 Questo frutto è di piccole dimensioni rispetto alle classiche mele, è appiattito e di forma irregolare. La si chiama anche mela schiacciata.
La sua buccia è di colore giallo-verde con sfumature rosse, dall’aspetto ceroso.
Si distingue per la polpa bianca, croccante, succosa e piuttosto dolce.
Si raccoglie tra la fine settembre e l’inizio ottobre, quando non è ancora del tutto matura e si conserva bene per diversi mesi fino a marzo, tendenzialmente, se viene conservata in un luogo asciutto.
Perchè se è originaria della Valle Staffora, allora si chiama anche pomella genovese?
Dipende dal fatto che faceva parte degli scambi commerciali che avvenivano lungo l’antica Via del Sale verso la città di Genova.
Era merce che ben si adattava alle lunghe tratte, proprio per la capacità di conservarsi a lungo.
Consumo
La Pomella della Valle Staffora è ottima sia mangiata cruda che cotta e poi, immancabilmente… diventa l’ingrediente principe di alcuni dolci, classici e più moderni.
Ricetta della Torta di Mele
🥧 Un classico assoluto, ad esempio, è la torta di mele. Alzi la mano chi non l’ha mai mangiata a merenda, oppure a colazione, o alle feste di compleanno. È un dolce semplice, soffice e rustico che utilizza pochi ingredienti di cui si riescono a identificare bene i sapori.
La torta di mele è il tipico dolce della nonna e difatti, qui trovate la ricetta della torta di mele di queste bravissime Nonne in Azione, che per facilità indicano un altro tipo di mela, la mela renetta, che per chi non vive in Oltrepò Pavese è più semplice da reperire.
Frittelle di mele e uvette
Un altro classico tra i dolci è rappresentato dalle frittelle di mele e uvetta. Morbide e golosissime. Una delizia per il palato.
Muffin con mele
Per un pubblico giovane o internazionale, sono perfetti i muffin con mele a cubetti.
La pomella genovese di base è croccante, perciò si ottiene un lieve contrasto tra la morbidezza del muffin e la croccantezza del frutto. Assolutamente da provare!
Crumble di mele
Un altro dessert moderno e altrettanto interessante è il crumble di mele, che con la pomella genovese è ancora più crunchy, profumato e gustoso.
Mele cotte a fine pasto
In ultimo, ricordiamo che nelle nostre zone le mele sono sempre state consumate anche cotte alla fine del fine pasto, con l’aggiunta di qualche chiodo di garofano o di una spolverata di cannella, o ancora, insieme alle prugne cotte.
Oltre a regalare una degna conclusione a tavola, aiutano anche la digestione.
E poi, hanno la capacità di diffondere un buonissimo profumo in tutta la cucina! I profumi caserecci che sanno di tradizioni locali sono un patrimonio di grande valore!


