
Con Romagnese sblocchiamo un ricordo a tanti…
Questo borgo è sempre stato uno dei luoghi di villeggiatura estiva più gettonati dell’Oltrepò Pavese Montano, non solo per i residenti di Pavia, ma anche per gli abitanti di regioni limitrofe, complice il clima che d’estate tendenzialmente non fa patire troppo il caldo secondo le statistiche registrate dal meteo, e grazie alla piscina comunale in cui molti hanno trascorso un’estate dopo l’altra.
La sua posizione l’ha reso anche interessante come meta invernale; lo Sci Club Romagnese, uno degli sci club storici della Lombardi con più di 50 anni di attività, vi organizza corsi sia per principianti che per esperti di sci alpino.
Immagini di copertina tratte dalla pagina Facebook del Comune di Romagnese
La storia
Il toponimo Romagnese è di probabile derivazione latina, dal nome gentilizio Romanius. Nel X-XI secolo la città era indicata come Romanise. Si dice che Romagnese (castrum Romaniense) si sarebbe sviluppato da un accampamento di legionari romani in fuga dopo la sconfitta subita da Annibale nella battaglia del Trebbia, durante la seconda guerra punica (218 a.C.).
Al confine con il Comune di Zavattarello è stata scoperta una necropoli di epoca romana, a conferma del fatto che il villaggio fosse popolato da una colonia romana.
Nel 1327 i piacentini Landi ricevettero l’investitura ecclesiastica dal vescovo di Bobbio e quella imperiale da Lodovico di Baviera, mantenendola per lungo tempo. Il territorio fu poi dominato dai casati Eustachi, Bentivoglio, Riario e Sanseverino.
Nel 1383 castello, borgo e vallata furono dati in feudo da Gian Galeazzo Visconti al condottiero Jacopo dal Verme che promulgò gli Statuti del Comune di Romagnesio, un severo codice di leggi civili e penali.
Nel 1634 il borgo venne inserito nell’Oltrepò e nel 1859 entrò a far parte della provincia di Pavia. Nel 1923 fu incluso in quella di Piacenza, ma dopo il referendum del 1925 tornò sotto Pavia.
Cosa vedere a Romagnese
Le vie del borgo
Il borgo conserva ancora l’impronta medievale, con vie strette che portano nella parte più alta e si snodano tra le case in muratura. Anche le sue frazioni presentano tipiche viuzze, piccole piazze accoglienti che sembrano aie, fienili e stalle, case in pietra locale e tetti con coppi.
Il Castello
Nel centro di Romagnese si erge una parte della rocca (XIV-XV secolo) costruita sui resti di un castello anteriore all’anno Mille.
Il Castello Dal Verme, realizzato in pietra locale, in origine era costituito da quattro torrioni.
La merlatura guelfa è coperta da tettoia. All’interno si trovano diversi saloni con volta a botte, mentre al piano interrato ci sono le prigioni e i locali destinati in passato alle torture.
La controfacciata orientale conduce a un portale del XVIII secolo, coronato da una porta-finestra con balaustra in arenaria.
Museo dell’arte rurale e degli strumenti agricoli
Nella torre del castello ha sede il Museo dell’arte rurale e degli strumenti agricoli di Romagnese, che dal 2019 è stato rinominato M.AP.LO 4P (Museo Appennino Lombardo 4 Province). E’ un museo etnografico che raccoglie donazioni di famiglie di Romagnese: oggetti d’uso quotidiano, strumenti artigiani usati dal maniscalco, dal calzolaio, attrezzi per la pigiatura e produzione del vino a livello casalingo e documenti storici che raccontano la storia del lavoro contadino e delle tradizioni locali.
È un’occasione per addentrarsi nella vita rurale e nelle pratiche agricole del passato di questa zona della Lombardia.
Indirizzo: Via Castello 1 – 27050 Romagnese PV.
Paesaggio
Dall’alto della torre del castello si possono ammirare il Monte Pietra di Corvo che supera i mille metri e il Monte Penice con i suoi 1460 m d’altezza.
A proposito di viste mozzafiato, è imperdibile la tappa alla Big Bench 170 di Romagnese.
D’obbligo sedersi e ammirare la natura intorno.
Natura e trekking
Nel territorio si trova il SIC (Sito di Importanza Comunitaria) Sassi Neri-Pietra Corva, ufficialmente riconosciuto nel 2019.
Il sito si estende per 667 ettari sulla sponda destra del torrente Tidone, comprendendo affioramenti rocciosi ofiolitici antichi di 150 milioni di anni.
Come tanti luoghi la cui storia si perde nella notte dei tempi, anche quest’area ha la sua leggenda: i Sassi Neri sarebbero stati lanciati dal diavolo contro San Colombano, nel tentativo di rubargli l’anima.
Il sito ospita 6 tipi di habitat e una grande biodiversità, con numerose specie di uccelli e specie vegetali rare.
Giardino Botanico Alpino di Pietra Corva
All’interno del SIC si trova il Giardino Botanico Alpino di Pietra Corva, fondato nel 1967, che annovera specie floreali delle Alpi, delle Ande e dei Pirenei. Il giardino è un importante centro di studi botanici e punto di partenza ideale per esplorare i sentieri della zona.
Parco del Monte Penice
Il Parco del Monte Penice è una delle principali attrazioni turistiche naturali di Romagnese.
Situato nelle vicinanze del borgo, il parco offre una vasta rete di sentieri escursionistici che attraversano boschi, prati e valli.
Gli amanti della natura qui trovano una straordinaria ricchezza di flora e fauna.
Eventi e tradizioni
Romagnese mantiene vive numerose tradizioni, tra cui il triduo pasquale, un insieme di riti antichi che inizia con la processione del Giovedì Santo e culmina con il Cantamaggio, in cui gruppi di cantori percorrono le vie del paese intonando canti augurali per l’arrivo della primavera, accompagnati da strumenti musicali tradizionali, che storicamente sono per lo più il piffero e la fisarmonica.
Gastronomia locale
La cucina di Romagnese riflette le tradizioni culinarie dell’Oltrepò Pavese. I piatti tipici includono salumi artigianali, formaggi stagionati, pasta fresca accompagnati dai vini del territorio.
Il prodotto più famoso di Romagnese è la brusadèla a cui è dedicata anche una giornata, la “Sagra della Brusadèla” che si tiene ogni anno in agosto. Si tratta di una focaccia cotta in vecchi forni a legna che si può gustare in versione salata o dolce.
Visitare Romagnese significa tornare indietro nel tempo, nell’antica Roma, nel Medioevo, per arrivare alle usanze agricole di un passato più recente e significa anche immergersi nella natura che abbraccia il borgo e le sue frazioni.