I vetri veneziani di Stradella sono una scoperta di straordinario valore storico e culturale che racconta un pezzo di storia dell’ Oltrepò Pavese, tra Rinascimento e Barocco.
Immagine di copertina tratta dal libro Vetri Veneziani Rinascimentali e barocchi. Dallo scavo archeologico di Vicolo Oratorio a Stradella (PV) – Civico Museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepò Pavese. In figura: Calice, cristallo, foglia oro, Venezia, ultimi tre decenni del XVI-iniziXVII secolo.
Vetri Veneziani rinascimentali e barocchi in Oltrepò Pavese
Non si tratta di una scuola vetraia locale, ma di reperti importanti riconducibili al periodo rinascimentale e Barocco che sono stati rinvenuti durante alcuni scavi nella zona di Stradella e, precisamente, nel sottosuolo di Vicolo Oratorio, in pieno centro storico accanto all’attuale Municipio.
Uno scavo che riscrive la storia locale
📍Questo è un ritrovamento raro, capace di aprire una finestra inedita sui rapporti economici, culturali e sociali del territorio oltrepadano tra il XV e il XVII secolo.
In particolare, sotto il seicentesco palazzo Isimbardi — sede del Municipio — sono emerse strutture preesistenti legate alla famiglia Salerna, presente a Stradella già dalla fine del Quattrocento. Cantine, magazzini sotterranei, pozzi e ambienti di servizio raccontano l’esistenza di un quartiere organizzato, probabilmente abitato da persone di un certo livello economico, come confermato anche dalla qualità dei materiali rinvenuti.
La scoperta è avvenuta nel corso di un intervento edilizio che ha portato alla realizzazione di un garage interrato. Come spesso accade in ambito urbano, i lavori di recupero del materiale hanno richiesto un attento controllo archeologico, che si è trasformato in una vera e propria indagine stratigrafica. I risultati hanno permesso di ricostruire quattro grandi fasi di occupazione dell’area, dal basso Medioevo fino all’età moderna.
Manufatti pregiati in vetro veneziano
🍷Qui sono emersi splendidi vetri veneziani di altissima qualità: oggetti raffinati, pregiati e rari, tipici della tradizionale e affermata produzione di vetri di Venezia, spesso realizzati in cristallo e finemente decorati e lavorati con tecniche come la soffiatura a stampo, la filigrana e l’applicazione di foglia d’oro. 🥂
Nello specifico si tratta di bicchieri, coppe, bottiglie, ampolle e piccoli contenitori in vetro.
🌟Particolarmente significativi sono alcuni calici con stelo decorato da mascheroni leonini, un motivo tipico della produzione veneziana del Cinquecento, noto anche attraverso documenti d’archivio, relitti navali, collezioni museali e raffigurazioni pittoriche di quel periodo storico.
Dalla laguna all’Oltrepò: commercio e status sociale
💎Nel Rinascimento e nel primo Seicento, i vetri veneziani erano considerati tra i prodotti più esclusivi d’Europa.
Il “cristallo”di Murano nel Quattrocento imitava il cristallo di rocca ed era apprezzato per la sua trasparenza e purezza.
Il vetro veneziano era considerato un bene di lusso e quindi, possedere calici di questo tipo significava affermare il proprio prestigio, il gusto raffinato e l’appartenenza a un’élite colta e benestante.
Il legame tra Vetri Veneziani e Nobilità
Quella che da sempre appare come una terra chiusa tra il fiume e le colline via via sempre più alte, spesso avvolta da una fitta nebbia che la fa sembrare inaccessibile, è stata un’area vivace dal punto di vista del commercio.
Inoltre la presenza in Oltrepò di una nobiltà rurale e dell’aristocrazia pavese ha di certo orientato il gusto per gli acquisti verso oggetti preziosi e di fine manifattura.
Il fatto che esemplari così raffinati siano giunti fino a Stradella suggerisce l’esistenza di canali commerciali e culturali ben strutturati, capaci di collegare l’Oltrepò alle grandi rotte di manufatti d’arte veneziana. Questi suppellettili, infatti, sono arrivati in Oltrepò tramite gli scambi commerciali e in alcuni casi, probabilmente, su committenze aristocratiche o ecclesiastiche.
Del resto, la città di Stradella era sotto l’influenza di Pavia, città con una solida e diffusa nobiltà. Diverse famiglie pavesi possedevano terre, cascine, diritti feudali o rendite nell’Oltrepò.
Ecco spiegato perché i superbi manufatti dei Mastri Vetrai della Laguna sono arrivati anche sulle tavole delle famiglie aristocratiche dell’Oltrepò Pavese.
Un patrimonio conservato e restituito alla collettività
🏛️ Grazie agli scavi archeologici, al restauro dei materiali e al lavoro congiunto di archeologi, storici dell’arte e specialisti del vetro, questi reperti sono stati restituiti alla collettività e valorizzati all’interno del Civico Museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepò Pavese. Leggi anche: Una giornata al Museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepò Pavese
La loro esposizione non rappresenta solo un arricchimento museale, ma un’occasione preziosa per riscoprire la storia profonda del territorio, fatta non solo di architetture e documenti, ma anche di oggetti che parlano di vita quotidiana, relazioni commerciali e identità culturale.
Un invito a guardare sotto i nostri piedi
La scoperta dei vetri veneziani di Stradella ci ricorda che l’Oltrepò Pavese probabilmente custodisce nel suo sottosuolo storie ancora da trovare e raccontare. Ogni scavo urbano può diventare un nuovo tassello e trasformarsi in un’ulteriore chiave di lettura del passato, capace di rivelare connessioni inaspettate e di rafforzare il legame tra il territorio e la sua memoria.
Un patrimonio da conoscere, tutelare e narrare.


