I mulini dell’Oltrepò Pavese e l’architettura rurale
Immagine di copertina tratta dal sito web di Regione Lombardia – LombardiaBeniCulturali
Quella dei mulini ad acqua è una storia che risale ai tempi antichi: tra i primi scritti che ne documentano l’esistenza e il funzionamento ci sono quelli di Marco Vitruvio Pollione, nel trattato De Architectura, che risale al 15 a.C.
La loro creazione è da ricondurre al moto dei torrenti e dei fiumi: oltre alle imbarcazioni, la potenza dell’acqua può muovere molto altro e arrivare ad azionare macchinari e utensili.
L’impiego dei mulini su ampia scala fu utilizzata fino all’era industriale e all’avvento dei motori a combustione; tuttavia, sono riusciti a resistere nella loro funzione anche fino a qualche decennio fa: lo testimonia l’esistenza di numerosi mulini, compresi quelli ad oggi ancora funzionanti che possiamo trovare tra le valli delle Quattro Province dell’Oltrepò Pavese.
Nel Medioevo i mulini ad acqua (o mulini idraulici) ebbero uno sviluppo notevole, alleviando la fatica di uomini e animali.
💰Ovviamente, i signori e i nobili dell’epoca medievale spesso se ne impossessarono, capendo l’importanza che questo strumento offriva in termini di ricchezza: con il mulino si macinavano i prodotti della terra e si otteneva farina, per gli scambi commerciali.
🌾In Oltrepò Pavese, la dimensione agreste è sempre stata parte della quotidianità e la figura del mugnaio è sempre stata importante.
🌽Chi aveva un mulino ad acqua doveva pagare una tassa (era un diritto signorile del feudatario) per poter utilizzare i corsi d’acqua per il suo funzionamento. E chi invece ci andava per macinare i suoi cereali, doveva pagare il servizio al mugnaio.
In quale modo? Con la molenda, lasciandogli cioè una parte della farina.
Nel tempo, i mulini non sono più serviti soltanto per ottenere prodotti macinati, ma anche per il lavoro delle segherie 🪚, fucine e conciature.
I mulini dell’Oltrepò Pavese
Ci sono diversi mulini tra i borghi dell’Oltrepò Pavese, anche se diversi non versano in buono stato, eppure mantengono il loro fascino evocativo, nel contesto rurale del territorio. 🏚️
Brallo di Pregola, in località Colleri
- Molino Prenzone: è visibile la grande ruota e alcuni macchinari, ma purtroppo è in stato di degrado. La via che conduce al mulino si chiama Sentiero del Mugnaio.
Brallo di Pregola, in località Ponti
- Bellissimo mulino con ruota e meccanismi interni in ottimo stato e funzionanti. E’ visitabile durante eventi organizzati dalla Pro Loco locale.
Mulino di Cecima
È un antico Mulino che si trova al di fuori dal centro abitato, accanto a una roggia che pesca l’acqua dal torrente Staffora.
Menconico, in località Riva
- Mulino Spalla, attivo fino al 1952; ha avuto in ruolo importante durante la Seconda Guerra Mondiale. La struttura con pietre locali e legni di castagno e frassino è ancora completa e dopo un intervento di rivalutazione, è meta di viviste guidate.
Santa Margherita di Staffora, in località Casanova Destra
- Mulino Pellegro, sulle rive dello Staffora costruito nella seconda metà del 1200 e di proprietà dei Malaspina.
Santa Margherita di Staffora, in località Cegni
- Mulino del Biondo, forse risalente all’epoca longobarda. E’ possibile visitarlo su richiesta.
Santa Margherita di Staffora, in località Fego (Brallo)
- Molino dei Cugnassi, lungo il Sentiero dei Briganti. Era un importante centro di macinatura per molte zone limitrofe.
Sono ancora visibili la vasca, la ruota e le costruzioni in pietra.
Voghera
- “Molino Quattro Ruote”, oggi “Molini di Voghera Spa“. È un mulino moderno e attivo, ma con una lunga storia alle spalle legata al territorio.
Zavattarello, in località Le Moline
- Mulino non funzionante; la ruota esterna è visibile, si trova vicino alla chiesa del paese.
Citiamo anche Molino della Moletta a Casteggio, Mulino Brignano a Romagnese e poi Cascina Molinazzo nel comune di Montù Beccaria, che di fatto indica che nella cascina un tempo era presente un mulino.
I mulini, simboli di architettura rurale
Gli antichi mulini del nostro Oltrepò sono un patrimonio storico e culturale.
👨🌾👩🏼🌾 Sono la testimonianza della vita contadina del territorio e sono splendidi simboli di architettura rurale.
Pur essendo in piena era dell’elettricità e della tecnologia sempre più avanzata, il fascino dei mulini resiste e porta alla riscoperta di vecchi mestieri e antiche tradizioni.
Il tempo ritrovato
Forse, per tutti noi che ci ritroviamo a correre ogni giorno, il lento girare di una grande ruota, il rumore dell’acqua che la smuove, il profumo buono della farina ci invitano a rallentare ammirare, riassaporare il tempo e riflettere sul il gusto di saper pazientare per ottenere anche solo un piccolo sacco di farina che può sembrarci poco al giorno d’oggi, ma per una famiglia nei tempi antichi era un tesoro prezioso che permetteva di sfamare un’intera famiglia per diversi giorni. Un grande mulino, ristrutturato, è senza dubbio un luogo in cui respirare la cultura di un tempo ritrovato e ammirarne l’ingegnosità.


