L’antico Ballo della Povera Donna
C’è un antico ballo che ogni anno – immancabilmente – viene riproposto qui in Oltrepò Pavese: è il Ballo della Povera Donna.
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Origine del Ballo della Povera Donna
Si tratta di una danza molto antica che fa parte delle tradizioni delle Quattro Province a cui appartiene anche l’Oltrepò Pavese.
Non si sa quando abbia avuto origine, ma potrebbe essere nato addirittura in epoca pre‑cristiana.
Il Carnevale di Cegni
🎭Di tutti i borghi di questa vasta zona denominata Quattro Province, questo ballo ha conservato la sua dimensione carnevalesca soprattutto a Cegni (PV), in Alta Valle Staffora, e difatti viene messo in scena nel periodo del Carnevale.
L’interpretazione, seguita con slancio da tutta la comunità, è affidata sovente a due uomini di cui uno vestito da donna.
Si può assistere al Carnevale di Cegni in due momenti dell’anno, a dire il vero: il 16 agosto, in occasione del “Carnevale Bianco” e nel canonico Carnevale del periodo invernale (il sabato grasso).
Quello invernale ha forte valenza simbolica. Questo evento folcloristico – il ballo dla pôvra dôna – non è un rito propriamente festoso, bensì principalmente propiziatorio, legato ai rituali di morte e resurrezione.
Per le vie del borgo
Il sabato grasso, da metà pomeriggio, inizia la camminata del corteo per le vie del borgo verso la casa della povera donna, una figura grottesca in abiti pacchiani. Anche il marito (denominato Il Brutto) è un personaggio ridicolo, come grottesche sono le scene, proprio con l’intento di disinnescare ciò che ancestralmente fa paura (la morte, ad esempio).
La donna (o l’uomo travestito da donna) alterna scene di ritrosia a quelle in cui accetta l’invito a ballare.
Questa danza popolare arcaica è ricca di gestualità, con movimenti marcati e teatrali, inchini accentuati, mani tese, saltelli o scarti laterali.
Ma perché si chiama Ballo della Povera Donna? Perché durante la rappresentazione, il marito ad un certo punto sembra morire e segue il lamento della povera vedova, ma all’improvviso, il marito si alza in piedi e riprende il ballo.
Questa danza infatti ha quattro fasi: il balletto, l’inseguimento, il lamento in cui gli attori/ballerini si fermano e laripresa.
Essendo un ballo, naturalmente si nuove a ritmo di musica, grazie ai suonatori di fisarmonica e di piffero, due strumenti che di certo sono nati in tempi remoti, ma sono tutt’altro che scomparsi, a differenza di quanto forse si pensi.
🪗La Fisarmonica è uno strumento dell’800 che proprio in Oltrepò Pavese ha trovato grande diffusione (è a Stradella – PV che Dallapé aprì la sua celebre ditta di fisarmoniche).
🪈Il Piffero è uno strumento molto più antico e di nicchia, legato alle comunità montane e appenniniche.
In Oltrepò Pavese e nelle Quattro Province è parte di un sistema musicale che spesso fa coppia con la musa, cioè la cornamusa.
Il Ballo della Povera Donna è un ritmo condiviso, un modo di stare insieme che attraversa il tempo senza perdere forza.
L’importanza delle tradizioni locali
👣 Nelle piazze e nelle strade di ogni paese, sono prima di tutto i passi degli abitanti a raccontare le storie.
Passi che un tempo solcavano le piazze per andare nelle botteghe del borgo, per far visita al vicinato, per le processioni lungo le vie del paese.
Oggi lasciamo qualche passo in meno spostandoci troppo spesso in macchina, ma fortunatamente andiamo ancora nei negozi di quartiere o ad accompagnare a scuola i bambini, a portarli al parco, o magari ci ritroviamo in piazza per fare quattro chiacchiere o in occasione delle sagre di paese.
E nel caso del borgo di Cegni, ci sono anche i passi di questa danza che si fa garante della memoria delle nostre tradizioni locali, da conservare e tramandare.
🎶Ogni ballo popolare custodisce un ritmo antico: è la misura delle stagioni unito al senso di appartenenza della comunità,
Vere coreografie collettive che parlano di storie che arrivano da un tempo lontano.
Non sono semplicemente danze per fare festa, bensì codici popolari, gesti tramandati che continuano a unire generazioni diverse attorno ad un luogo familiare.
Guardare o eseguire i balli di paese significa ascoltare e assorbire una memoria viva, che si rinnova ogni volta che qualcuno tende il braccio e l’altro lo segue, facendosi trasportare dalla musica e dai passi di danza condivisi.
Il ballo della povera donna all’uso della zona di Cegni
Sul Canale YouTube Lo Stivale che balla, Valter e suo figlio Riccardo Freddo regalano questa breve dimostrazione del ballo pantomimico della Povera donna secondo l’uso della zona di Cegni, nel comune di Santa Margherita di Staffora, in provincia di Pavia. Al piffero, Carlo Gandolfi e alla fisarmonica, Franco Guglielmetti. L’occasione è stata la festa di ballo che si è tenuta presso la Sala Autorità Portuale di Genova sabato 12 novembre 2022, per un evento sui balli liguri e delle Quattro Province (in collaborazione con Associazione Culturale Passi e Ripassi di Genova).


