Il Carnevale di Cegni
🎊Il Carnevale di Cegni, un piccolo paese nell’Alta Valle Staffora, è un evento paesano molto sentito da sempre: di anno in anno va in scena uno spettacolo folcloristico di danza, musiche e performance teatrali dal sapore grottesco – possiamo dire carnevalesco a tutti gli effetti – per le vie del borgo, conosciuto con il nome di Ballo della Povera Donna.
E’ un ballo popolare di lunga tradizione che si è mantenuto nell’area delle Quattro Province – L’Oltrepò Pavese, il Piacentino, l’Alessandrino e la provincia di Genova.
Questo evento coinvolge non solo gli abitanti di Cegni, ma richiama anche abitanti di altre zone dell’Oltrepò e addirittura arrivano turisti più lontani, a volte anche stranieri, a godersi questo spettacolo.
A Cegni si è conservata in modo particolare, la dimensione antropologica di questo ballo.
Tutto ruota intorno alla figura/maschera della Povera Donna e del suo grottesco marito, chiamato il Brutto. È un carnevale che ha forti analogie con i riti alpini-occitani, ma non si conosce la sua vera origine.
Come si svolgeva il Carnevale a Cegni
- Dopo l’Epifania si preparavano i costumi con stracci raccolti casa per casa
- Il sabato grasso, la festa in paese iniziava verso le 10 del mattino, in una casa del borgo
- I suonatori (con piffero e fisarmonica) guidavano il percorso del corteo
- Arrivavano infatti gli abitanti del paese, compresi i bambini
- Alle 13 iniziava il Ballo della Povera Donna, che si nascondeva poi nella stalla.
- Il Brutto, con campanacci al seguito, la cercava per tutto il paese, per poi ritrovarla.
- A quel punto, la coppia veniva portata in giro per le case
Oggi: due forme di carnevale
Il Ballo della Povera Donna che cade in inverno è la versione più fedele all’originale, mentre il ballo riproposto ad agosto è meno gottesco ed è pensato per gli spettatori.
Significato del Carnevale
Il carnevale è oggi un rito trasformato, dove si sfila con i costumi più belli e originali, ma in realtà un tempo – e al di fuori della dimensione religiosa – aveva tutta un’altra valenza.
🔄Non era assolutamente una festa frivola, ma era un rituale potentissimo che poteva esprimersi, ad esempio, come rito di inversione.
In sostanza, per pochi giorni il mondo si capovolgeva letteralmente:
- il povero diventava il re
- il buffone comandava
- il servo veniva servito dal padrone
Le gerarchie si sospendevano. Questa breve licenza non era anarchia: era un meccanismo sociale di riequilibrio, che poi tornava a riaffermare con fermezza i ruoli originari all’interno della comunità.
👺Un altro intento del Carnevale era quello di esorcizzare la paura attraverso il grottesco, che è proprio quello che accade con il Ballo della Povera Donna delle Quattro Province, in quello di Cegni in special modo, rispetto alla scena della morte del marito che poco dopo si rialza e riprende il ballo.
In generale, maschere, travestimenti e figure mostruose servivano a:
- rendere visibile ciò che spaventa,
- ridicolizzarlo,
- neutralizzarlo.
Il grottesco è un meccanismo antichissimo per domare l’ignoto e a la paura che esso suscita.
🌱Un ulteriore significato del carnevale – ben rintracciabile anche nel Carnevale di Cegni – era quello del cambiamento.
Il carnevale cade alla fine dell’inverno, cioè quando la natura è “morta” e si attende la sua rinascita, attraverso la nuova stagione primaverile. Era un modo per accompagnare il ciclo naturale della morte e della vita e “chiamare” fertilità, raccolti, prosperità.
Chi per una volta vuole vuole tuffarsi nel Carnevale di un tempo, non si può perdere il Carnevale di Cegni!


