Pizzale e Porana nella natura dell’Oltrepò Pavese
Pizzale è un piccolo comune agricolo che si trova nella pianura dell’Oltrepò Pavese, alla destra del torrente Staffora ed è poco più a nord della città di Voghera.
La storia di Pizzale e quella di Voghera sono strettamente legate. Dal 1770, Voghera fu liberata dal regime feudale, ma mentre gli altri centri che facevano parte del feudo furono assorbiti dal capoluogo (Voghera, per l’appunto), Pizzale rimase autonomo.
I Signori di Pizzale
Come altri borghi dell’Oltrepò Pavese, si sono susseguite anche qui a Pizzale diverse signorie, dai Beccaria ai Dal Verme e ai Dal Pozzo.
Il nome Pizzale, in dialetto “Al Pissà”, ad esempio deriva dal cognome di una ricca famiglia del luogo che era feudataria dal XIII secolo: i Pizzali o De Pizzalibus. I membri di questa famiglia erano proprietari di una rocca con torre (attribuita, nello specifico, a Antonio e Lorenzo Pizzale).
Ad oggi di questa rocca non è rimasta che qualche traccia in quanto Castellino Beccaria, Signore di Voghera, temendo gli attacchi da parte di Jacopo Dal Verme e dalle fazioni guelfe che capitanava, nel 1407 ordinò la demolizione di tutti i forti dei dintorni, compreso quello di Pizzale e quello di Porana (frazione di Pizzale) in cui risiedeva la famiglia dei Balduini.
Le vestigia del castello di Pizzale sono rintracciabili in una vasta corte poco disante dalla chiesa parrocchiale. I resti di una torricciola, suggeriscono che l’edificio avesse una torre.
Sulla parete occidentale dell’edificio si notano alcune decorazioni in cotto e la corte interna è delimitata da porticati con archiettura tipica da chiostro. Questa corte ospita anche un antico pozzo.
Una delle abitazioni ha anche uno stemma in legno all’ingresso di una scala di accesso ai vani superiori.
Un castello con torre è riportato sullo stemma del Comune di Pizzale.
Porana
Inizialmente faceva parte della pieve di Casteggio, quindi ebbe una storia diversa da Pizzale che apparteneva alla pieve di Voghera. Ad oggi invece le loro strade sono intrecciate, dal momento che Porana è una frazione di Pizzale.
Anche Porana si unisce ai tanti borghi e comuni dell’Oltrepò in cui fu eretto un castello, che oggi purtroppo non si può più ammirare.
Non ci sarà più il Castello, ma Porana permette di ammirare due tesori architettonici: la parrocchia dedicata a San Crispino e Villa Meroni.
Chiesa di San Crispino
⛪ Questa chiesta attira lo sguardo con le sue sue cinque guglie frontali che puntano verso il cielo e, una volta entrati, con il suo pavimento a mosaico. La chiesa di San Crispino fu riedificata su un edifico preesistente romanico, su progetto di Severino Grattoni.
Villa Meroni a Porana
Anche questa villa venne progettata e costruita da Severino Grattoni tra il 1850 e il 1860, come sua residenza.
Villa Meroni è un edificio imponente su più piani, circondato da un grande parco che contempla maestosi alberi 🌲e ordinate siepi ornamentali.
E’ costituita da un blocco principale e due ali laterali che racchiudono il cortile, delimitato sul lato frontale da una elegante cancellata in ferro battuto.
Oltre a Severino Grattoni che abitava in questo palazzo, vi soggiornò nel 1883 Re Umberto e nel 1901 venne poi acquistata dalla famiglia Meroni da cui deriva il nome.
Chi era Severino Grattoni?
📐Severino Grattoni fu un architetto, ingegnere e politico nato a Cervesina il 9 dicembre del 1815. Lo si ricorda soprattutto per aver progettato e diretto i lavori della costruzione del Traforo ferroviario del Frejus lungo più di 12 km, che collega la Francia e l’ Italia. La sua città natale – Cervesina – gli ha dedicato la Biblioteca Comunale.
Questo è un altro angolo del nostro territorio in cui la natura non si trova solo racchiusa e curata all’interno di un parco, ma circonda tutto il paese, con il suo paesaggio agreste tipico della fascia dell’ Oltrepò Pavese che si trova ai piedi delle colline.


